Irriducibili


Che la Mission sia con noi.

by Fabrizio Origani
A febbraio 2015, durante un camp/vacanza per i nostri piccoli cestisti a Sappada organizzato da Run & Jump (l'ineffabile Massimo Caiolo), in un pomeriggio di pausa dalle piste da sci uno sparuto gruppetto composto dal Prof, Julian, Fabione, lo stesso Caio e, che Dio mi perdoni, me, sotto il benevolo sguardo di Coach Nettuno (che allora si chiamava ancora Rubini), si è unito ai ragazzini per due tiri a basket... Tralasciando commenti sulle performance atletiche, la sera stessa a cena, in preda ad estasi cestistico-alcolica con tanto di Vello Regale di pecora sulle spalle, il Prof inventava quest'idea di chiedere alla Virtus la palestra dei Tadi per trovarci e ripetere la magia che solo un pallone da basket e un canestro possono donare.
Detto fatto, con la benedizione di Mario Ruggiero, scesi in pianura coinvolgevamo subito Air Steph, Massy, il Doc, Michelangelo e il Presidente (ebbene si: alcuni di noi hanno avuto il privilegio di vederlo GIOCARE!), e abbiamo iniziato col trovarci una sera a settimana per partitelle (e soprattutto dopopartitelle, mostrando da subito il DNA che ci caratterizza) in cui superare la linea di metà campo era assolutamente tabù. Da febbraio a giugno, un po' per volta, si univano per primo Grandis (poco, ma ancora si muoveva), poi via via Dani Sprocatti, Obj ed altri che più o meno saltuariamente venivano a fare due tiri assieme. Ecco: il seme era stato piantato. Non con l'intento di formare una squadra e fare campionato, ma solo di trovarsi e giocare, con l'idea di essere prima di tutto amici che condividono una passione per il basket, più o meno legati all'ambiente Virtus, aperti ad accogliere chiunque avesse voglia di venire, anche solo per il terzo tempo o per far parte della mitica chat Whatsapp... 
A settembre la voglia di trovarsi diventava ufficiale: la Virtus ci inseriva nel planning settimanale al martedì sera e Caiolo (sempre lui) si inventava un nome per identificarci che voleva essere un po' affettuoso e un po' presa per il culo: Irriducibili. Lo abbiamo subito adottato con orgoglio. In quell'inverno 2015-2016 con il passaparola tra amici e grazie anche al sodalizio con i neonati ENV un po' alla volta entrano nel gruppo Vito, Enrico Lord P., Andrea Lupin, e poi Paolo Zorro Zuccon, Ale Bear, Cecejordan, Daniele Bocia, il Costa (da Milano!) , Marco Bertoldo, più vari amici che orbitano tra il campo e la chat.
Non so cosa sia, se chimica, fortuna o atteggiamento, ma chiunque arriva tra noi si sente immediatamente coinvolto nel gruppo, tra goliardiate e manifestazioni di affetto, e di rado si allontana. Questa secondo me è la nostra caratteristica vincente, il cemento che ci lega e che spero non smetta mai di rappresentarci, così come la devozione al gioco, alla birra, e all'altro elemento che quell'anno è emerso ed è sancito quale Statuto, Obiettivo, Faro del gruppo: la Mission.  A giugno del 2016 gli Irriducibili esordiscono ufficialmente al 3c3 "Rino Pavanello" a Rubano, e dopo una serie di esibizioni entusiasmanti Air Stephen Ghinato è nominato MVP del torneo: è ora di fare sul serio.
Forti di almeno 18 possibili giocatori gli Irriducibili a settembre si ritrovano per iscriversi, sotto l'egida Virtus e sotto l'occhio protettore del Presidente, al campionato UISP provinciale. L'arrivo del nostro sponsor Birra Malastrana (cosa di più mitico poteva decidere di sponsorizzarci? ) ha messo le ali alla squadra. Il coach Marco ha generosamente provato a mettere un po' di metodo. Troppe avventure sono state vissute in questa fantastica stagione (che ci ha portato fino in Polesine) per riportarle qui ora: non basterebbe un libro. La gioia di leggere i resoconti delle partite di Ghinatone (che la riassumono al meglio) era pari a quella di giocare.
I mille infortuni, le sconfitte, gli orgogliosamente guadagnati falli tecnici ed espulsioni non hanno minimamente scalfito l'entusiasmo e il divertimento del gruppo, arricchito dall'arrivo di Pag, di Max, di Boris, e culminato con la cena finale sui colli a casa del Doc, con il Giornalino, la presenza dello sponsor e il discorso del Presidente, momento incredibile e che speriamo di ripetere. Nel modo di gestire la squadra avevamo due possibili scelte, e il discorso è emerso ed ha provocato dibattito: privilegiare la ricerca del risultato o far giocare e divertire tutti sacrificando a volte qualche vantaggio faticosamente guadagnato. In realtà non abbiamo mai preso una posizione precisa in merito, in campo prevale la competizione e la pugna, appena ci si siede in panca si ritrova subito lo spirito di condivisione e amicizia. A me va bene così, questa "non decisione" è perfettamente in linea con quello che siamo. Ci siamo presi anche qualche soddisfazione battendo squadre spesso più "fresche". Il nostro mantra, lo slow basket, ha ipnotizzato non pochi avversari che potrebbero essere nostri figli.
E dunque eccoci, dopo un estate di campetti, con i nuovi tesserati Pippo, Michele, Bruno, Giovanni nuovo bocia e Nevio già perfettamente inseriti e parte del gruppo, Virtus e Presidente sempre a guidarci e incredibile ma vero, il nostro Sponsor (unito ad altri nuovi!!!) a campeggiare sulle nostre divise, pronti ad una nuova stagione. Salutiamo con affetto Daniele che sta esportando la mission a Roma, Cecejordan che speriamo cambi idea, il Costa che pare vedremo un po' di meno e, confortati dagli incoraggiamenti con cui Pag annaffia abbondantemente la chat partiamo per nuove avventure stavolta nel territorio Vicentino. Concludo dicendo che non si sa quanto andremo avanti con tutto ciò, se un anno o altri venti, se vinceremo il campionato o torneremo alle partitelle a metà campo. La nostra pagina facebook ed il sito internet potrebbero restare un semplice isolotto sperduto nell'oceano del web, ma l'occasione e l'onore di avere conosciuto ed essere diventato amico di questo meraviglioso gruppo di ragazzi non credevo proprio che mi sarebbe capitato, e finisse tutto domani ne sarebbe valsa comunque la pena. (Comunque non finirà domani, con gli Irriducibili il mondo dovrà avere a che fare ancora a lungo, e questa è una promessa... e una minaccia).