Uniti perché Unici
Irriducibile
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Ma a noi va sempre bene.
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Uniti perché Unici

Per carità, la falange tebana era un’altra cosa, anche perché erano tutti giovani e ben allenati; comunque avrei voluto vederlo Epaminonda a 50 anni correre per il campo come facciamo noi (vabbé, non tutti noi, diciamo alcuni di noi, almeno due o tre di noi…). Certamente ci sono delle somiglianze che vanno sottolineate: anche i Tebani praticavano la “slow war”, perché se ne stavano tutti attaccati e avanzavano lentamente; e anche loro si volevano molto bene (non stiamo a sottilizzare sul tipo di bene: volerse ben è sempre volerse ben).
Ma ci sono anche delle differenze altrettanto, se non più importanti: e non mi riferisco alla passione tebana per il trenino dell’amore. Mi riferisco invece al fatto che i soldati tebani erano tutti uguali: lo stesso scudo, la stessa lancia, stessa corazza, stessi movimenti, la stessa educazione, la fede negli stessi dei, lo stesso odio per i nemici. Ecco, invece gli irriducibili sono tutti diversi: alti e bassi, grassi e magri (magri pochi, però ci sono), belli e brutti (in verità tutti belli, però ciascuno a modo suo), con diversi titoli di studio, diverse idee politiche, diverse storie alle spalle. Etienne de la Boétie, un umanista francese a me molto caro, ha scritto che la natura “ha mostrato in ogni cosa che non voleva tanto farci tutti uniti, ma tutti unici, e per questo non vi  dubbio che noi siamo tutti naturalmente liberi”; io direi che gli irriducibili sono uniti perché sono unici, perché ognuno sta nel gruppo in maniera diversa dagli altri, e però queste diversità si amalgamano miracolosamente in campo e fuori, e producono quella strana e incredibile unità che si chiama amicizia. Un grande amico di La Boétie, Michel Montaigne, diceva: “Nell’amicizia di cui parlo, le anime si mescolano e si confondono in un connubio così totale da cancellare e non ritrovar più il punto che le ha unite. Se mi si chiede di dire perché l’amavo, sento che questo non si può esprimere che rispondendo: “perché era lui; perché ero io”. Se qualcuno. Quando saremo vecchi, ci chiederà mai l’alchimia degli Irriducibili, la risposta non potrà che essere: “Perché eravamo noi”.

Un grande abbraccio.