Irriducibile
Eccoci al consueto articolo di fine campionato degli Irriducibili…
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Irriducibile

Irriducibile, riferito a persona, che non desiste dalla lotta.
La lotta contro l’età che avanza, contro le inevitabili difficoltà che la vita presenta, contro i dolori, contro avversari più giovani e agguerriti.
Contro, una parola che non ho mai amato.
Preferisco il per, il verso, l’insieme.
A 52 ho scoperto un insieme di persone che portano avanti princìpi, ideali, obiettivi, visioni e speranze.
Ho vissuto i giro per il mondo quasi tutta la vita e mai avrei sospettato e forse nemmeno sperato di trovare tali valori vicino a dove sono nato e da dove mi sono sempre allontanato per cercare qualcosa che alla fine non ho mai trovato: la serenità.
Sono stato accolto dagli Irriducibili con incredibile naturalezza senza che nulla fosse chiesto come moneta di scambio, ho solo ricevuto. Ho ricevuto cordialità e sostegno, sono sempre stato spronato a dare il meglio ma nei momenti difficili nessuno mi ha attaccato e qualcuno ha sempre preso in mano la situazione per poter andare avanti senza fallire e senza farmi pesare le innegabili mancanze mentali e fisiche.
Sono felice? No.
Avrei voluto dare tanto o almeno tanto quanto ho avuto da voi ma non ci sono riuscito, il mio fisico sta traballando, la vita vissuta mi chiede dazio e mi ricorda ad ogni partita che ho abusato del mio corpo. La mia mente non è rimasta lucida nei momenti del bisogno e la mia lingua (che sempre mi ha trafitto, più che trafiggere gli ostacoli) mi ha tradito.
No, avrei voluto giocare in modo diverso.
Ma alla fine sono un irriducibile fin dalla nascita, sono di stirpe Slovena noi non molliamo mai anche di fronte alle pallottole.
Sono un irriducibile da prima di conoscervi ma ora ho trovato una bandiera, una maglia e, soprattuto, un gruppo di meravigliosi amici.
Alcuni di voi sono amici dai tempi di Julius Erving, mio idolo da sempre. Amici veri, quelli che non si scordano, che sono sempre lì anche se per decenni non li vedi. Amici che sono sempre lì nell’aere pronti a darti una mano e ai quali devi dare una mano anche se non te lo chiedono.
Per me siete davvero speciali, tutti. Mi spiace non essere con voi oggi, giorno della nostra festa, ma ci sono con il cuore e con l’anima, davvero.
Ho passato un anno davvero difficile ma gli Irriducibili sono una boa alla quale aggrapparsi per dimenticare, per condividere per andare avanti e soprattutto per vincere. Vincere anche quando si perde, perché se c’è una cosa che ho imparato da questo sport è che la vittoria non è nel punteggio ma nel profondo del proprio cuore, un cuore che batte insieme come fosse uno solo. Quando scendo in campo sento che siete lì… e anche fuori.
Grazie, grazie, grazie e sappiate che non mollo e tornerò a schiacciare. Perché la mia e la nostra speranza è davvero IRRIDUCIBILE.
Con affetto sincero. Pietro “Jimi” Tavčar, che è il mio vero nome.