Due Stelle Brugine vs. Irriducibili – Ottimo inizio siamo vivi
By Michele “Monta” Montanini
8 giugno 2018
Non solo numeri
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Due Stelle Brugine vs. Irriducibili – Ottimo inizio siamo vivi

Una velata e stanca luna, seduta sulla sua gobba di ponente, accompagna il nuovo inizio del campionato degli Irriducibili.

Questa luna ha i tratti di questo inizio di stagione, offuscato dal non trovare la giusta combinazione delle palestre, dal ritardo del calendario, dall’inizio anticipato della pugna.

Pippo, che potremmo chiamare Ansioman, da due giorni fa la conta delle presenze, dimenticando che gli Irriducibili alla chiamata rispondo senza neanche una vera motivazione. Un po’ come gli uccelli migratori, che conoscono la strada della partita, senza aver mai studiato cartine geografiche o tomtom alla portata di mano.

Forse per la prima volta, non c’è un appuntamento, un punto di ritrovo, ma ci troviamo nella terra di Santa Maria della Campagnola nel Brugum o Bruxene tra il Retrone e il Medoacus Minor.

Arriva l’imbrunire e gli Irriducibili partono, alla spicciolata, la chat è muta e l’atmosfera è alquanto surreale, ma iniziamo veramente il campionato?

Nello spogliatoio, ci si inizia a cambiare, arrivano anche i nuovi Irriducibili con l’aria un po’ persa. Ma quando si inizia a tir fuori la divisa le scarpe e gli strumenti di sostegno ai nostri legamenti stanchi, la magia si rinnova, quella leggera foschia che copriva la luna svanisce e libera la luce del fuoco della passione che tiene unita questa squadra. Le risate prendono il sopravvento, gli abbracci e le battute … il tempo non passa siamo ad un metro dal divertimento che inizierà fra poco.

Il nostro unico e indiscusso Presidente (dimissionario non si è capito da cosa) è con noi e forse, visto che il santo del giorno è San Luca, gli dei del basket sono intervenuti verso colui che solo loro vedono, per farlo tornare da noi.

Entriamo in campo finalmente, consci che non ci siamo allenati troppo, ma che tutto sommato poco importa, siamo qui per divertirci e vincere.

Il riscaldamento, sempre un po’ anarchico, procede bene, questo parquet è ottimo per le nostre gambe, ma il momento si avvicina, sta per arrivare la decisione di chi entra per primo, sta per ricominciare la nostra stagione che come le precedenti sarà fatta di: grandi risate, dolore, arrabbiature con gli arbitri, dolore,   sostituzioni, dolore, tante presenze, dolore, poche presenze, dolore … per l’intercalare dolore, la new entry Andrea ha provveduto a portarci tante cose buone: antidolorifici, ghiaccio, bende ….

Il Presidente incarica i 5, che alla vista sembrano più freschi per iniziare la partita. Questo per me e per noi è il vero momento del basket. Gli dei si accomodano vicino alla luna per guardare i loro eletti, aumenta la tensione e sdrammatizziamo sempre nello stesso modo, il modo che gli dei del basket preferiscono, sorridendo e prendendoci in giro. Tutti insieme per il nostro urlo, la nostra sveglia … UNO, DUE, TRE EEEEE … MISSION.  I 5 procedono verso il centro del campo, i rumori si fanno ovattati, gli altri si accomodano in panchina, i saluti con gli avversari un po’ per educazione un po’ per rito, ma la testa inizia a pensare a te stesso al tuo corpo. L’arbitro controlla, che tutto sia in ordine, sguardo d’intesa con il tavolo, la testa rotea a destra e sinistra per l’ultimo occhiata ai giocatori e si avvicina al centro, i due centri si piegano verso la palla, l’arbitro la lancia in aria e …. estasi, non nell’eccezione teologica, ma vero isolamento dalla realtà circostante, in quella frazione di secondo che la palla sale e scende in una delle due mani protese a prenderla, c’è tutto il basket c’è tutta la partita e forse, è l’unico momento in cui abbiamo memoria del futuro.

La partita procede come doveva andare, gli dei ci sorridono, perché il no educativo del risultato di questa sera, ci serve solo per ricordarci chi siamo e perché siamo qui.

Ma a noi va sempre bene.

Orso Bruno, mitico nella preparazione alla partita, arrivi un pochino lungo e non ti scaldi molto, sei l’unico che si accomoda in panchina seduto come se tu stessi amabilmente chiacchierando in salotto con gambe incrociate e al:”orso scaldati” strabuzzi gli occhi come per dire:”cossa gheto dito”, poi la rua rimessa in no look diventerà schema fisso per le rimesse laterali, guardo il mio compagno e passo all’avversario;

Zorro, ci mancava il tuo zigzagare per il campo con la palla, stile e classe innate. Ha ragione Ginobili, nella sua intervista di addio alla domanda cosa ti mancherà di più del basket ha risposto:” imitare Zorro Zuccon nel passaggio dietro la schiena”. Incazzato nero perché abbiamo perso la partita, dobbiamo prendere tutti un po’ della tua cazzimma;

And, Andrea new entry, la tua esuberanza giovanile si nota in squadra, nel primo quarto difendendo a zona sei riuscito a coprire più campo di quanto ne copra Fabrizio giocando a tutto campo, grazie per il tuo regalo il voltaren a noi serve come il pane e pickroll …;

Monta, non sei riuscito questa sera a deliziarci con il tiro arcobaleno, gli avversari hanno studiato le registrazioni dei nostri allenamenti e delle nostre partite e hanno difeso alla morte su di te;

Arch, sei la poesia inespressa degli Irriducibili, sei la personificazione dell’amore che vince sull’odio, ma spreca un fallo in difesa buonista che non sei altro, sempre pronto e grandi rimbalzi in difesa;

Pippo, sagacia e presenza di spirito, ancora un po’ di allenamento e arriveranno anche i tuoi canestri in allontanamento che tanto ci fanno male in allenamento e vinci il premio per il primo antisportivo della stagione;

Max, Massimiliano new entry, bell’impatto con la partita, alla terza stoppata che subisci dal pennellone del Brugine e al quarto fallo che subisci senza fischio dell’arbitro, capisci che lamentarsi sgranando gli occhi all’arbitro non serve molto, così insieme a Steph preferisci il placcaggio basso alle gambe;

Pag, concentrato, stufo o arrabbiato … no è Pag. Nostro score man, faro nella tempesta sempre presente e pronto a risolvere i problemi in campo. Grande intervento di piede a sventare un contropiede avversario, hai rotolato così tante volte all’indietro che siamo venuti a recuperarti a ponte san Nicolò;

Steph, hai finito la scorsa stagione con una coscia dolorante, cominci la nuova stagione con un braccio lesionato (colpa di Max), forse gli dei del basket ti stanno suggerendo qualcosa? Comunque puoi dire la verità a tutti i tuoi compagni, erano dieci anni che aspettavi che qualcuno ti passasse la palla per chiudere un pickroll… grazie Andrea grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie:

Tac, Pietro new entry, arriva il tuo momento entri con un’aria un po’ cosi, prima azione in attacco, blocco di Steph, crea lo spazio necessario boom …, bomba da tre … come l’acqua fresca nel deserto. Tutti sorpresi e felici bene ci siamo, poi simuli una scivolata per fermare l’avversario … ok è uno di noi;

Teddy, dovremmo cambiarti il soprannome, pensavamo a Grizzly. Dopo il tuo” mi avete fatto capitano? Faccio quel cazzo che voglio” … fantastico, sempre più combattivo, sempre più propenso ad insegnare agli arbitri il regolamento, sempre più nostro punto di riferimento;

Bear, il concetto di difesa sulle gambe forse non è del tutto chiaro. Cioè non devi difendere sulle gambe avversarie, devi piegare le tue gambe per essere reattivo, ci sono mancate le tue valutazioni del post partita, e soprattutto il tuo tiro impossibile dalla distanza;

 

Pag 10pts, Tac 8pts, Steph 4pts, MaxF 6pts, Teddy/Grizzly 6pts, And 2pts, Uomo Invisibile 3pts, Arch 5pts, Bear 4pts, Monta 2pts, Orso Bruno 7pts, Pippo 3pts, Zorro 4pts, 99 palle perse e non c’era Vito in campo.